F24 cedolare: codici 1840, 1841 e 1842
Acconti, saldo, soglie e ravvedimento per i versamenti della cedolare secca.
1. I tre codici tributo della cedolare in F24
L'Agenzia delle Entrate ha istituito tre codici tributo dedicati alla cedolare secca, tutti da compilare nella sezione Erario del Modello F24. Il codice 1840 identifica l'acconto in prima rata, il codice 1841 l'acconto in seconda rata o in unica soluzione, il codice 1842 il saldo. La triade è stata introdotta dalla Risoluzione AdE n. 59/E del 25 maggio 2011, contestualmente all'entrata in vigore del regime sostitutivo previsto dall'art. 3 del D.Lgs. 23/2011. Nel modulo F24 ciascun codice si abbina all'anno di riferimento corretto: per il saldo dell'anno d'imposta 2025 versato nel 2026 si indica come anno di riferimento 2025; per l'acconto 2026 si indica 2026. Errori sui codici o sull'anno di riferimento generano discordanze nei controlli automatici e possono attivare avvisi di irregolarità.
2. Codice 1840 — acconto prima rata
Il codice 1840 si usa esclusivamente per la prima rata dell'acconto, pari al 40% dell'acconto totale dovuto. Il versamento ha scadenza al 30 giugno dell'anno d'imposta in corso, oppure al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40% per chi sceglie il pagamento differito ammesso dalle istruzioni AdE. Il codice 1840 si utilizza solo quando l'acconto totale è almeno pari a 257,52 €: sotto questa soglia, l'acconto si versa in unica soluzione con il codice 1841. Se per errore si versa la prima rata con 1841 o con 1842, occorre rettificare il versamento o regolarizzare con una compilazione integrativa: il sistema AdE distingue rigorosamente le tre poste e non le sostituisce automaticamente.
3. Codice 1841 — acconto seconda rata o unica soluzione
Il codice 1841 svolge una doppia funzione. Quando l'acconto totale supera 257,52 € si usa per la seconda rata, pari al 60% dell'acconto totale, da versare entro il 30 novembre dell'anno d'imposta. Quando l'acconto totale è inferiore a 257,52 € si usa per il versamento unico, sempre alla scadenza del 30 novembre. La distinzione è rilevante: la prima rata (40%) usa 1840, la seconda rata o l'unica soluzione (60% o 100% a seconda dei casi) usa 1841. Sul piano pratico, il contribuente che ha versato meno di 1 € di cedolare nell'anno precedente non ha alcun acconto da pagare: la regola della soglia di 51,65 € sull'imposta dovuta dell'anno precedente esonera completamente.
4. Codice 1842 — saldo
Il codice 1842 è dedicato al saldo della cedolare secca. Si versa entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello d'imposta (per il 2025 entro il 30 giugno 2026), oppure entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%. Il saldo è pari alla cedolare dovuta per l'anno trascorso meno gli acconti già versati con i codici 1840 e 1841 e meno le ritenute eventualmente subite (per esempio per le locazioni brevi gestite tramite intermediari, dove la ritenuta del 21% opera sempre a titolo di acconto). Se gli acconti e le ritenute superano l'imposta dovuta, il saldo è negativo e il contribuente vanta un credito d'imposta utilizzabile in compensazione o riportabile.
5. La regola del 95% e la soglia di 51,65 €
L'acconto della cedolare secca è pari al 95% della cedolare dovuta per l'anno precedente, calcolata al netto delle eventuali ritenute. La regola del 95% lo distingue dall'acconto IRPEF, che invece è pari al 100%. Esiste però una soglia di esonero: se la cedolare dovuta per l'anno precedente non supera 51,65 €, nessun acconto è dovuto. Esempio operativo: cedolare 2025 pari a 50 € → acconto 2026 = 0 €; cedolare 2025 pari a 52 € → acconto 2026 = 49,40 € (95% di 52 €). Il calcolo dell'acconto si esegue automaticamente nella liquidazione del Quadro LC del Modello 730, ma è bene controllare manualmente quando si è vicino alla soglia, per evitare versamenti non dovuti.
6. La soglia 257,52 € e la divisione in due rate
Una volta calcolato l'acconto al 95%, occorre verificare la seconda soglia: 257,52 €. Sotto questa soglia, l'acconto si paga in un'unica soluzione il 30 novembre con il codice 1841. Da 257,52 € in su, l'acconto si divide in due rate: la prima al 30 giugno (codice 1840, 40% dell'acconto totale) e la seconda al 30 novembre (codice 1841, 60% dell'acconto totale). Esempio: cedolare 2025 pari a 1 000 € → acconto 2026 = 950 €. La soglia 257,52 € è superata, quindi prima rata = 380 € (codice 1840 al 30 giugno) e seconda rata = 570 € (codice 1841 al 30 novembre).
7. Compilazione pratica della sezione Erario del Modello F24
Nel Modello F24, la sezione Erario richiede per ciascun versamento: il codice tributo (1840, 1841 o 1842), l'anno di riferimento (l'anno d'imposta cui si riferisce l'imposta), l'importo a debito. Le caselle 'rateazione/regione/prov/mese rif.' restano vuote per la cedolare secca. Per il saldo 2025 versato il 30 giugno 2026 si indica come anno di riferimento 2025; per l'acconto 2026 si indica 2026. Se si effettua un versamento congiunto di saldo e acconto, occorrono due righe distinte: una con codice 1842 e anno 2025 (saldo), una con 1840 e anno 2026 (prima rata d'acconto). Mescolare anni di riferimento o codici è la causa principale dei rifiuti dei pagamenti telematici.
8. Ravvedimento operoso: codici 8913 e 1992
Se il versamento è in ritardo o insufficiente, il contribuente può regolarizzare con il ravvedimento operoso disciplinato dall'art. 13 del D.Lgs. 472/1997. La Risoluzione AdE n. 12/E del 14 febbraio 2023 ha istituito due codici dedicati alle imposte sostitutive: il codice 8913 per la sanzione pecuniaria e il codice 1992 per gli interessi maturati. Nel Modello F24 si compila quindi una riga per l'imposta omessa (con il codice 1840, 1841 o 1842 a seconda del caso), una riga per la sanzione (codice 8913) e una per gli interessi (codice 1992). Le sanzioni applicabili variano in funzione del tempo trascorso dalla scadenza originaria; per le violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024 si applica il regime sanzionatorio aggiornato dell'art. 13 del D.Lgs. 471/1997, da verificare caso per caso.
9. Errori frequenti nei versamenti
Il primo errore è invertire i codici 1840 e 1841: la conseguenza è una ventilazione formale errata degli acconti, che può generare avvisi automatici. Il secondo errore è usare 1842 (saldo) per un acconto, o viceversa: i codici sono rigorosamente specifici e il sistema non li sostituisce. Il terzo errore è ignorare la soglia 257,52 € e versare due rate quando ne basta una, o viceversa pagare in unica soluzione quando l'importo richiede due rate; nel secondo caso la prima rata risulta omessa e il ravvedimento è dovuto. Il quarto errore è dimenticare i codici 8913 (sanzione) e 1992 (interessi) nel ravvedimento: l'F24 risulta incompleto e la regolarizzazione non perfeziona. Il quinto errore è applicare ancora la sanzione del 30% senza verificare la data della violazione, ignorando la riforma sanzionatoria entrata in vigore per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024.
Ultima revisione: da Yann Lephay.
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