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Rendita catastale nel Quadro B: guida pratica

Dove trovarla, come leggerla e quando non coincide col canone

Aggiornato il 30 aprile 2026 8 min di lettura

1. Rendita e canone sono due dati diversi

La rendita catastale arriva dalla visura catastale. Il canone arriva dal contratto e dagli incassi. Nel Quadro B servono entrambi, ma non hanno la stessa funzione. La rendita identifica la base catastale dell'immobile; il canone misura il reddito locativo. Confonderli produce importi incoerenti e spesso visibili subito nel risultato della dichiarazione.

2. Dove trovare il dato

Il dato più affidabile è la visura catastale aggiornata. Serve verificare categoria, rendita, comune, foglio, particella e subalterno. Se l'immobile è stato frazionato, accatastato di recente o ha subito variazioni, non usare una vecchia dichiarazione come unica fonte: potrebbe riportare dati non più aggiornati.

3. Giorni e percentuale contano

La rendita non vive da sola. Se possiedi l'immobile solo per 180 giorni, oppure ne possiedi il 50%, il Quadro B deve riflettere giorni e percentuale. Esempio: due comproprietari al 50% con canone annuo di 10.000 euro non dichiarano entrambi il 100% del canone. La quota va attribuita coerentemente.

4. Checklist prima di inviare

Prima di chiudere la dichiarazione, controlla che il dato catastale corrisponda all'immobile locato, che i giorni coprano il periodo corretto e che la percentuale coincida con il titolo di proprietà. Questo è uno dei controlli più semplici e più utili per evitare rettifiche successive.

Metodo, fonti e limiti: come Cedolare Facile aggiorna i contenuti fiscali.

Ultima revisione (Last reviewed): da Yann Lephay.