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Canone libero e cedolare secca al 21%

Il caso standard per molti contratti abitativi 4+4

Aggiornato il 30 aprile 2026 8 min di lettura

1. Il 21% e' frequente, non automatico

Il canone libero abitativo e' uno dei casi piu' comuni per la cedolare al 21%. Ma frequente non significa automatico. Devi controllare che il contratto riguardi un immobile abitativo, che non ci siano usi imprenditoriali incompatibili e che l'opzione per la cedolare sia stata esercitata correttamente.

2. Esempio di calcolo

Canone annuo 10.800 euro. Cedolare al 21%: imposta sostitutiva 2.268 euro. Questo numero non include eventuali acconti gia' versati o ritenute. Serve per capire l'ordine di grandezza; il risultato finale emerge dal prospetto di liquidazione, dopo avere verificato le eventuali ritenute nel rigo F8.

3. Cosa indicare nel Quadro B

Il Quadro B deve tenere insieme immobile, periodo, percentuale, canone e regime. Se hai interruzioni, cambio inquilino o canone modificato durante l'anno, prepara una somma per periodi. Un canone mensile moltiplicato per 12 non basta quando il contratto non copre tutto l'anno.

4. Quando confrontare con IRPEF

Il 21% e' semplice da capire, ma non sempre e' la risposta migliore. Se hai redditi bassi, deduzioni particolari o contratti con trattamenti specifici, confrontare IRPEF e cedolare evita scelte fatte per abitudine. Il confronto numerico e' piu' affidabile della regola a memoria.

Metodo, fonti e limiti: come Cedolare Facile aggiorna i contenuti fiscali.

Ultima revisione (Last reviewed): da Yann Lephay.