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Comodato e affitti brevi: Quadro D nel 730

Come dichiarare gli incassi quando affitti un immobile non tuo.

Aggiornato il 22 maggio 2026 8 min di lettura

1. La regola pratica per il comodatario

Il comodato d'uso non ti rende proprietario dell'immobile. Se usi una casa ricevuta in comodato e la affitti per periodi brevi, il reddito che incassi non nasce dal possesso dell'immobile ma dall'attivita' svolta sul bene ricevuto. Per questo le istruzioni del 730 distinguono il caso del comodatario dai redditi fondiari del Quadro B. In pratica, il proprietario continua a dichiarare l'immobile secondo la propria situazione catastale e patrimoniale; il comodatario dichiara gli incassi da locazione breve nel Quadro D, rigo D4, se il caso rientra nei presupposti previsti dalle istruzioni.

2. Che cosa controllare prima di affittare

Prima della dichiarazione serve una verifica a monte: il contratto di comodato consente davvero l'affitto a terzi? Se il comodato e' verbale, familiare o poco documentato, la ricostruzione fiscale diventa piu' fragile. Occorre poi distinguere l'affitto breve semplice dai servizi para-alberghieri: pulizia finale e biancheria sono normalmente compatibili con la locazione breve, mentre colazione, reception, cambio quotidiano o servizi organizzati possono spostare il caso verso attivita' d'impresa. Anche la residenza nell'immobile non risolve da sola il trattamento fiscale: conta il titolo giuridico e il tipo di reddito prodotto.

3. CU, ritenute e lordo da dichiarare

Quando una piattaforma incassa i canoni, la Certificazione Unica riporta i corrispettivi lordi e la ritenuta operata. Il comodatario deve partire da quei dati per riconciliare il reddito in D4 e la ritenuta nel rigo F8 del Quadro F. Il lordo pagato dall'ospite non coincide con il netto ricevuto sul conto: commissioni, ritenute e spese trattenute dal portale riducono l'accredito ma non cancellano il corrispettivo da verificare. Questo caso resta fuori dal self-service Cedolare Facile.

4. Esempio numerico per il 730

Ipotesi: hai una casa in comodato da un familiare e la affitti per 12 giorni. Gli ospiti pagano 1.500 € lordi. Il portale trattiene 315 € di ritenuta del 21% e 90 € di commissioni. Sul conto ricevi 1.095 €. Il dato fiscale da ricostruire parte da 1.500 €, non da 1.095 €. Se il caso rientra nella locazione breve del comodatario, il reddito va verificato nel Quadro D rigo D4; la ritenuta di 315 € va portata in riconciliazione.

  • Lordo ospiti | 1.500 €
  • Ritenuta 21% | 315 €
  • Commissioni portale | 90 €
  • Netto accreditato | 1.095 €
  • Dato da non usare da solo | netto bancario

5. Proprietario e comodatario non dichiarano la stessa cosa

Il proprietario non deve dichiarare come proprio il canone incassato dal comodatario, se il contratto e la realta' economica confermano che l'incasso appartiene al comodatario. Pero' il proprietario mantiene i propri obblighi sull'immobile: rendita catastale, eventuale IMU, comodato, uso dell'abitazione e altri dati patrimoniali. Il comodatario, invece, segue il percorso dei redditi diversi. Questa separazione evita un errore frequente: duplicare lo stesso canone nel Quadro B del proprietario e nel Quadro D del comodatario, oppure non dichiararlo da nessuna parte perche' il portale ha gia' trattenuto il 21%.

6. Quando fermarsi e chiedere un controllo

Serve un CAF o un commercialista se il comodato non e' scritto, se l'immobile e' usato anche come abitazione principale, se ci sono piu' comodatari, se i pagamenti arrivano su conti diversi, se il portale emette CU a nome sbagliato, se l'attivita' e' ricorrente o se aggiungi servizi non compatibili con la locazione breve. Cedolare Facile puo' aiutare a identificare che il caso non e' Quadro B standard; non sostituisce la qualificazione fiscale di un comodato complesso.

Metodo, fonti e limiti: come Cedolare Facile aggiorna i contenuti fiscali.

Ultima revisione (Last reviewed): da Yann Lephay.